Silenzio e Vita | Perché

Il Dalai Lama ha detto: “Quando parli, stai ripetendo ciò che sai già; invece quando ascolti potresti imparare qualcosa di nuovo…

… e vivere qualcosa di nuovo, aggiungiamo noi!

Ciascuna parola, così come ogni altra nostra manifestazione nel mondo, è sacra: lascia una traccia di ciò che siamo modificando l’ambiente e l’interiorità di altri esseri viventi. Oggi proponiamo il recupero di questa consapevolezza attraverso il silenzio, il rispetto e l’attenzione per le proprie e altrui manifestazioni.

Il silenzio è molto più di una fuga dal caos. E’ il normale stato della natura, l’unico nel quale l’Uomo torna a percepire la vastità del mondo e a identificarsi con esso.

In presenza di un rumore intenso è quasi impossibile percepirne altri. Similmente accade alla vista: se sei circondato da palazzi o montagne, il tuo universo si restringe fino a soffocarti e l’unica salvezza è dare un’occhiata al cielo. Se si vede…

Non credere che tornare ad avere una percezione estesa del mondo come quella che avevi da bambino sia difficile: in genere basta eliminare gli ostacoli che la stanno limitando.

Ecco l’origine della nostra idea sulle gite. Silenzio, spazi aperti, predisposizione all’ascolto: non serve altro per riscoprire la magia dei nostri sensi e farne il punto di partenza per il ritorno a una dimensione umana antica, piacevole e sempre disponibile.

E’ proprio nell’assenza di parole, infatti, che ogni gesto riacquista spessore e il linguaggio del corpo torna a esprimersi in tutta la sua antica bellezza.

Il silenzio è la tovaglia sulla quale la vita apparecchia i suoi festini. L’Uomo è l’unico animale che ne sia rimasto un po’ al margine ma, se si decide, ci mette un nulla per reintegrarsi e tornare al proprio posto… è tutto scritto nei suoi geni!

Senza silenzio ci si sente compressi, isolati. Ecco perché, quando camminiamo nella natura, torniamo ad assaporarne la magia. E questa magia non è fatta solo di prati e vista che spazia, ma anche della presenza di suoni evanescenti che invitano al gioco (di tornare a indovinarli), oppure della riscoperta istantanea di una sintonia antica che echeggia nel nostro corpo e, in un solo istante, ricrea il legame più importante: quello tra Madre Natura e uno dei suoi figli, che Lei continua a nutrire ovunque la vita l’abbia condotto.

Bello, il suono. Bello, il rumore… quando sono sfumature che arricchiscono e ti fanno sentire parte di una vita vastissima, non una goccia chiusa in un bicchiere!

Nel silenzio la gente stufa di parole vuote torna a comunicare, e le parole vuote non si usano solo per esprimere luoghi comuni e convenevoli: troppe volte accade d’incontrare persone che hanno i nostri stessi interessi e, quello che potrebbe essere un istante speciale di condivisione e di collaborazione, si risolve in una specie di scontro di certezze che non servono a nessuno perché ciascuno resta della propria idea.

Parliamoci chiaro… siamo iper-specializzati e totalmente ipnotizzati della nostra (ma lo è davvero, nostra?) immagine della realtà. Se anche incontriamo qualcuno che la pensa esattamente come noi, finiamo con lo sprecare fiumi di tempo ed energia discutendo di sottigliezze il più delle volte etimologiche, più raramente concettuali e quasi sempre relegate alla sfera mentale. C’è una valida alternativa a questa frenesia territoriale che divide le menti e i cuori: tornare ad assaporare le emozioni e gli istinti, diventarne padroni e in essi ritrovare unità e identificazione… Perché l’Uomo è sì la specie di vertice di questo pianeta, ma è anche una scimmia nuda, un animale che ha perso la tana e sta cercando di ritrovarla.

Ecco, quindi, la nostra proposta: passeggiare sulla pelle di Madre Natura in assenza di ostacoli percettivi e insieme ad altre persone, con il tacito accordo di giocare a osservare e ascoltare, osservarsi e ascoltarsi facendo attenzione al vero linguaggio che tutti ci unisce: quello delle sfumature evanescenti che viaggiano sull’onda portante della sensazione e dell’emozione.

Ecco che, rimanendo in silenzio, ciascuno entra in sintonia con i propri luoghi speciali (di qui Quanticamalìa, il romanzo che ho dedicato ai profondi legami Uomo <=> Natura e ai paradisi, a volte del tutto personali, che ciascuno di noi può trovare) e comincia a riconoscere se stesso nell’altro, l’altro nell’universo e l’universo dentro di sé.

Può esserci qualcosa di più semplice, piacevole e terapeutico? Eppure questo è solo l’inizio del viaggio

Diventa ‘Silenzioso‘… ne vedrai delle belle!

 

Francesco Pandolfi Balbi

Francesco Pandolfi Balbi

Sono un eremita estroverso. Mi comporto quasi sempre da onda, quasi mai da particella. Amo il silenzio, permette di spaziare con i sensi sin quasi all'infinito. Gli ho dedicato un intero sito. Indago sulle grandi domande di sempre e ho delle risposte. Mie, organiche, discutibili come ogni altra. Metto a frutto i miei giorni per comprendere. E' un gioco di quelli 'bambini' che mi assorbe totalmente. Cerco sempre di condividerlo con chi sento sulla mia stessa lunghezza d'onda. Infatti, per illuminarmi la via, ho sempre usato tre lanterne: la bellezza, l'armonia, l'amore per la condivisione. Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, tra le altre cose, scrivo libri e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe... una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo... Di me parlo anche in questa pagina.
Francesco Pandolfi Balbi

Latest posts by Francesco Pandolfi Balbi (see all)