Quanticamalìa. Sinossi

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Dopo il lungo letargo invernale, Max e Chiara sono in partenza per l’Isola d’Elba più spettacolare, quella fiorita e quasi deserta del mese di maggio.

Il viaggio in auto si dipana tra le meraviglie della campagna toscana, il desiderio carnale, il torpore della stanchezza e gli entusiasmi di Max per gli accenti dell’isola che, alla compagna, sono ancora sconosciuti.
E’ tempo che non si vedono, e si desiderano fortemente. Adolescenti rinnovati, non sprecano occasione d’incontrarsi tra le braccia di Eros.

L’Elba, però, li accoglie con un clima pesante e smorza i toni della propria bellezza, quasi volesse obbligarli a prendere coscienza dei problemi e vivere la vacanza in modo consapevole. Giornate grigie accelerano il processo di guarigione della coppia che, alla fine del secondo giorno, risorge a nuova vita.

Due persone disperse nel mondo cominciano così a ricomporsi nell’androgino di Platone, entità super-umana composta di maschio e di femmina. La vita si schiude ai loro sguardi, li circonda di paradiso, li mette a parte dei propri segreti e della propria bellezza della quale quella naturale, pur strepitosa, rappresenta solo il velo di superficie.

Un giorno, l’ennesimo formidabile temporale lava via i sedimenti della storia dal luogo che li accoglie, agisce da elemento rivitalizzante per i protagonisti, ormai liberi dalle pesantezze del passato e pronti alla vita autentica, quella che splende oltre i limiti della mente umana.

Presso Punta Le Tombe, Chiara e Max incontrano il proprio destino. In quel luogo magico, isolato dal mondo degli uomini e capace di un dominio assoluto sulla natura dello spazio-tempo (di qui alcune nozioni sulla ‘Psicologia Olografica‘,  introdotte nel dialogo all’inizio del romanzo e approfondibili in www.PsicologiaOlografica.it), si scoprono espressione e continuazione di un amore che visse tra quelle stesse rocce millenni or sono.

Il ‘Luogo‘ stesso, poi, protagonista di una storia parallela che prende avvio da metà libro, rappresenta la catarsi di roccia e di mare, ovvero del maschile e del femminile assoluti.

Sono roccia e mare dotati di una Coscienza che per l’Uomo è solo intuibile… Una Coscienza straziata dall’eternità e solo negli ultimi millenni lenita nel reciproco bisogno d’amore.

Francesco Pandolfi Balbi

Francesco Pandolfi Balbi

Sono un eremita estroverso. Mi comporto quasi sempre da onda, quasi mai da particella. Amo il silenzio, permette di spaziare con i sensi sin quasi all'infinito. Gli ho dedicato un intero sito. Indago sulle grandi domande di sempre e ho delle risposte. Mie, organiche, discutibili come ogni altra. Metto a frutto i miei giorni per comprendere. E' un gioco di quelli 'bambini' che mi assorbe totalmente. Cerco sempre di condividerlo con chi sento sulla mia stessa lunghezza d'onda. Infatti, per illuminarmi la via, ho sempre usato tre lanterne: la bellezza, l'armonia, l'amore per la condivisione. Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, tra le altre cose, scrivo libri e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe... una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo... Di me parlo anche in questa pagina.
Francesco Pandolfi Balbi

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