L’universo come lo vedo

Da ‘Verso il ritorno’. Di Francesco Pandolfi Balbi

Descrivi te stesso, finisci per parlare del mondo.

Un parco giochi senza fine.
Un riflesso speculare della Coscienza (Dio, Io o come la si voglia chiamare) che, non sapendo cosa fare, prima dell’inizio del tempo ben decise di andare alla toilette per specchiarsi e vedere com’era fatta.
Non avendo occhi, orecchie e apparati sessuali propri, creò i nostri, ci diede un calcio nelle palle per insufflare in noi l’alito divino (quindi la bocca c’entra molto col verbo che ne seguì e poco, molto poco, con l’alito) e, soddisfatta del risultato, ci sbatté quaggiù.
Noi uomini, noi animali e chissà chi e quanti altri, siamo suoi minuscoli frammenti. Ci spedì in questa dimensione allo scopo d’esplorare in ogni dettaglio la propria essenza e donarci il potere dei poteri: quello della Creazione.
Ora stiamo svolgendo la nostra missione. È un ruolo che ci siamo scelti perché noi, a tutti gli effetti, siamo quella Coscienza con la C Maiuscola.
Ecco la nostra dualità: siamo Dio, il Padre davanti alla tivù munito di ciabatte e popcorn; e siamo uomini, i figli che devono farsi il mazzo per girare il film.
Ecco la spinta inarrestabile  che ci spinge a esplorare la realtà in tutte le sue sfumature (devo e voglio dirlo: non solo quelle spiacevoli).
Ecco la nostra doppia vita di animali paurosi e di Dei perplessi.
Ecco l’arcano più nascosto, il potere di modificare a piacimento il palcoscenico del mondo apparente.
Ecco le nostre più profonde contraddizioni, ecco la nostra grandezza più eccelsa.
Ed ecco perché bestemmio liberamente: col didietro che mi faccio ogni giorno, ci mancherebbe altro che non parlassi con mio Padre per chiedergli, nei momenti di tensione, chi diavolo glie l’ha fatto fare di sbattermi quaggiù. E poi… mio Padre sono io (pensate sia matto? Allora non avete mai letto la richiesta d’esonero militare di quel tizio che, dopo un interminabile discorso, sosteneva di essere lui stesso il proprio nonno…)
Valgono più le parole o i fatti? Vale più un insulto o il culo che ti fai, attimo dopo attimo, per contribuire al grande disegno?
Non parlo di fare la raccolta differenziata (che poi serve solo a far costruire gli inceneritori. Non sto scherzando, andatevi a leggere le leggi regionali in materia) o di evitare di gettare la carta dal finestrino. Parlo di comprendere la natura e la funzione del palcoscenico all’interno del quale ci muoviamo.

Siamo naufraghi del tempo…

Sembra che la storia duri da così tanto… Invece quasi nessuno sa che l’intero carrozzone dell’universo è concentrato in 10-35 metri e 10-44 secondi: vale a dire, un punto e un istante.
Stiamo vivendo un battito di ciglia, cribbio! Non si scappa, è scientificamente provato… Stiamo parlando nientepopodimeno che del lavoro di Max Planck, il padre della meccanica quantistica, e di David Böhm,\nquello della teoria dell’Universo Olografico.
Dopo decenni di fatica, finalmente so. La nostra missione sta tutta nel precipitare in questo mondo, osservarlo, sperimentare ogni possibile esperienza, esercitare il nostro potere di creare, tornare alla base, riversarvi la messe raccolta.
Finish!
Capito perché quest’autobiografia s’intitola ‘Verso il ritorno‘?
Dal nostro punto di vista di figli si tratta di una costrizione, ma da quello di padri di noi stessi anche di una scelta e del più eccelso degli atti d’amore: creare dal nulla un concentrato di vita e dargli tutto, compreso il potere di essere/fare Dio e la gioia di scoprire tutto ciò da solo.
Sì, noi siamo il Padre, e la vita è un immenso film lungo un solo istante.
Il bello è che, quando lo capisci, hai l’impressione di essere arrivato. Invece il viaggio comincia proprio allora.
L’esistenza ci nutre per condurci verso la libertà dai noi stessi precipitati sulla Terra e costretti a improvvisarsi guerrieri (provvisti d’armatura) contro il mondo.

Noi non siamo guerrieri…

Siamo esploratori!

L’armatura serve solo a proteggerci sino al momento in cui comprenderemo chi siamo.

Francesco Pandolfi Balbi

Francesco Pandolfi Balbi

Sono un eremita estroverso. Mi comporto quasi sempre da onda, quasi mai da particella. Amo il silenzio, permette di spaziare con i sensi sin quasi all'infinito. Gli ho dedicato un intero sito. Indago sulle grandi domande di sempre e ho delle risposte. Mie, organiche, discutibili come ogni altra. Metto a frutto i miei giorni per comprendere. E' un gioco di quelli 'bambini' che mi assorbe totalmente. Cerco sempre di condividerlo con chi sento sulla mia stessa lunghezza d'onda. Infatti, per illuminarmi la via, ho sempre usato tre lanterne: la bellezza, l'armonia, l'amore per la condivisione. Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, tra le altre cose, scrivo libri e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe... una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo... Di me parlo anche in questa pagina.
Francesco Pandolfi Balbi

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Sono un eremita estroverso. Mi comporto quasi sempre da onda, quasi mai da particella. Amo il silenzio, permette di spaziare con i sensi sin quasi all'infinito. Gli ho dedicato un intero sito. Indago sulle grandi domande di sempre e ho delle risposte. Mie, organiche, discutibili come ogni altra. Metto a frutto i miei giorni per comprendere. E' un gioco di quelli 'bambini' che mi assorbe totalmente. Cerco sempre di condividerlo con chi sento sulla mia stessa lunghezza d'onda. Infatti, per illuminarmi la via, ho sempre usato tre lanterne: la bellezza, l'armonia, l'amore per la condivisione. Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, tra le altre cose, scrivo libri e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe... una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo... Di me parlo anche in questa pagina.