Il Flusso Coscienziale nell’Universo: Anima, Spirito, Mente

Da ‘Verso il ritorno’ di Francesco Pandolfi Balbi

“Sono abituato a riflettere con Mente, ma anche a sentire con Anima e, inoltre, a dare importanza ai segnali che mi giungono da Spirito. La mia visione è perciò la seguente.

Anima, Spirito e Mente sono entità dotate d’essenza e personalità proprie… composte sia di Coscienza, sia di virtualità (tempo, spazio, energia). Le rende strutturalmente e funzionalmente dissimili la diversa proporzione tra questi quattro elementi, nonché l’assenza totale, in ciascuna entità, di uno di essi.

Quella che, per convenzione, ho chiamato sin dall’inizio Anima, non ha componente temporale e ha il massimo grado di quella coscienziale, mentre Spirito è privo di fattore spaziale e ha meno Coscienza di Anima e più di Mente; alla quale, invece, manca la componente energetica.

È importante ricordare che questi termini (soprattutto Anima e Spirito) non corrispondono necessariamente a quelli comunemente usati, che peraltro sono molto vaghi e vengono spesso interpretati come sinonimi intercambiabili. Sorvolando sul caso della Chiesa e concentrandoci, ad esempio, sul più intrigante concetto di Ghianda introdotto da James Hillman, mi viene da pensare che lui stesso attribuisca ad Anima caratteristiche che invece, almeno secondo la presente teoria, di fatto appartengono a Spirito.

Anima è strutturalmente priva d’asse temporale. Ciò significa, in base a formule e meccanismi di fisica quantistica che sarebbe superfluo descrivere in questa sede (teoria del Super-Spin di Malanga-Pederzoli, teoria dell’universo olografico di David Böhm), che è quantizzata (spezzettata) lungo l’asse del tempo. In altre parole, per lei il tempo non ha significato alcuno perché è disseminata, diluita in ogni possibile istante. È come se fosse una vernice distribuita uniformemente intorno al filo costituito, appunto, dall’asse del tempo.

I principi della fisica quantistica esprimono anche un corollario: due quanti non possono coesistere nello stesso microstato. In altre parole, due diverse espressioni della stessa Anima non possono coesistere nello stesso tempo, due frammenti dello stesso Spirito non possono coesistere nello stesso spazio e due diverse espressioni della stessa Mente non possono coesistere nello stesso livello energetico.

Ciò smentisce parzialmente la mia vecchia idea, molto romantica, che contemplava la possibilità di trovarsi di fronte altre reincarnazioni di se stessi. Si basava sul principio che il tempo non esiste e che, perciò, sarebbe possibile reincarnarsi non solo nel futuro, ma anche nel passato e nel presente. Vedremo più avanti che questo può valere solo per Spirito e Mente, e va a inficiare solo in parte le mie fantasticherie/intuizioni/desideri.

Il legame tra Anima e tempo è il medesimo che vige fra Spirito e spazio e tra Mente ed energia. Cambia solo la percentuale di componente coscienziale.

In altre parole, all’atto della creazione dello Specchio, la Coscienza non creò soltanto molte Anime che poi andarono a spalmarsi lungo l’asse del tempo, ma anche molti Spiriti che andarono a distribuire parti di sé lungo quello dello spazio e, infine, molte Menti che fecero la stessa cosa lungo l’asse dell’energia.

Una bella teoria…

Ma a cosa ci serve?

Di fatto, può esserci enormemente utile se siamo onestamente intenzionati ad accettare e conoscere noi stessi, la nostra natura, la nostra missione.

Perciò, ci serve a fare il punto e ripartire seguendo una rotta più spedita.

Un piccolo sforzo di comprensione dischiuderà orizzonti inaspettati non solo sul piano teorico, ma anche su quello della quotidianità, e fornirà strumenti utilizzabili per cominciare a mutare la realtà a nostro piacimento.

Immagina… osserva l’istante della creazione. C’è una Coscienza immobile che decide di conoscere se stessa. Crea perciò il punto di riflessione dal quale, per sua volontà, trae origine l’universo-Specchio.

Ma un’immagine statica e semplicemente riflessa non è sufficiente alla realizzazione dei suoi obiettivi. All’interno dello Specchio c’è assoluta necessità di un elemento che, nell’universo della Coscienza, è totalmente assente.

Si tratta del movimento, il principio del quale è intrisa la dimensione che conosciamo (per definizione virtuale, perciò modificabile. Il che implica, appunto, il concetto di movimento), lo stesso che permette alla Coscienza d’interagire con la propria immagine allo scopo, appunto, di scoprire com’è fatta, perché solo agendo viviamo e solo vivendo comprendiamo chi siamo.

La presenza di ciascuno dei quattro assi (i tre virtuali, oltre a quello della Coscienza) implica l’esistenza di flussi a essi relativi, e tutti sanno che un flusso è generato da quella che generalmente viene definita differenza di potenziale.

In altre parole, cercando di semplificare tramite l’uso di termini impropri che però rendono bene l’idea, il movimento viene generato all’interno dello Specchio da quattro coppie di poli, ciascuna composta da un positivo (voluto e creato dalla Coscienza) e un negativo (che corrisponde allo stato di riposo, all’immobilità, allo zero assoluto… e nulla ha a che vedere con accezioni qualitative: negativo è una semplice convenzione – potremmo anche chiamarlo Giovanni – non implica concetti come peccato, diavolo e via dicendo).

Questi dipoli generano i flussi dei rispettivi quattro assi. Vediamoli, ma semplifichiamo: poiché il grado d’approssimazione è buono, al posto dei tre virtuali ne descriverò uno collettivo.

Potremmo definire questo dipolo collettivo come ‘il generatore universale del flusso virtuale degli eventi‘, essendo composto da:

polo negativo: il vuoto assoluto, cioè l’assenza di movimento, materia, fenomeni e processi;

polo positivo: il big bang, ovvero la creazione dello Specchio tramite l’altissima compressione di tempo, spazio ed energia e il successivo rilascio degli stessi.

Questo dipolo virtuale generò un flusso energetico-spazio-temporale che crea costantemente (ma ricordiamoci che il tempo non esiste!) movimento in seno allo Specchio e, di conseguenza, modifiche e interazioni costanti su/fra i tre assi.

Secondo quest’ottica, l’annosa domanda se l’universo sia ‘aperto’ o ‘chiuso’ trova risposta: l’universo è aperto, a meno che non intervenga la Coscienza a chiuderlo e riaprirlo di nuovo attraverso un atto di volontà.

La coppia polare legata all’asse della Coscienza, poi, c’interessa anch’essa molto da vicino. Comprenderne il funzionamento elargirà doni inaspettati.

– Il suo polo negativo è lo stato di riposo della Coscienza, ovvero la Comunione alla quale tutte le componenti senzienti desiderano ardentemente fare ritorno. Si tratta della nostra principale ragione di vita, fonte di sogni, speranze e batticuori, ma anche di paure, rabbia, conflitti;

polo positivo: l’atto di volontà originario, che consiste nella suddivisione dell’asse della Coscienza in molte piccole parti (comunque non separate e composte della Sua stessa sostanza), e nell’iniezione di queste all’interno dello Specchio con un’unica istruzione impressa a fuoco nella memoria: conosci, sperimenta, gioca.

Ne consegue che siamo qui per nostra volontà e siamo mossi da due impulsi opposti: vivere ogni possibile esperienza sperimentando l’arte inebriante della Creazione; tornare alla Comunione.

Le nostre vite, quindi, sono sospinte e sorrette non da un singolo, ma da un duplice flusso: quello coscienziale e quello virtuale proprio dell’universo-Specchio.

Il primo, quello coscienziale, ci permette di:

assaporare parte dell’essenza delle altre Scintille e le informazioni da esse raccolte, ma ricordiamoci bene che questo processo inizia in primo luogo dentro di noi, avendo origine dall’interazione fra la nostra Anima, il nostro Spirito e la nostra Mente. In altre parole, noi non siamo Anima, Mente o Spirito. Siamo invece il loro prodotto magico, costante e caleidoscopico;

interagire con le espressioni di Coscienza esterne a noi producendo esperienze e vissuti all’interno dello Specchio.

Il secondo flusso poi, quello virtuale, esprime un aspetto che è una vera chicca e dimostra quanto equo e amorevole sia stato il Creatore nello spedirci/decidere-di-venire in questa dimensione: il flusso degli eventi che si muove attraverso lo Specchio è regolato da leggi fisiche ben determinate che le scoperte della fisica quantistica subordinano alla volontà della Coscienza.

Cosa ne consegue? Che il Creatore si è frazionato in noi (quindi – lo ripeto ancora una volta – non ne siamo un sottoprodotto, siamo esattamente Sue parti ologrammatiche) dandoci non solo l’istruzione di conoscere noi stessi e lo Specchio, ma anche la possibilità di giocare con esso e divertirci ad essere Creatori (cosa peraltro impossibile nel mondo di là, perché essere equivale a fare: se non c’è movimento, non c’è neanche esistenza).

Ecco il matrimonio della Coscienza con la virtualità.

Ecco la volontà Maschile fecondante che incontra la virtualità femminile, che l’accoglie e, di buon grado, si fa plasmare…

Ed ecco il mito di Adamo ed Eva: all’inizio esiste solo il pensiero maschile, che genera lo Specchio femminile per dare avvio alla danza della vita.

L’avventura della Coscienza in questa dimensione ha enormi potenzialità di sperimentazione. Già il numero delle esperienze possibili in una singola esistenza è pressoché infinito… Moltiplichiamolo per ogni essere vivente, per ogni possibile interazione fra le nostre componenti coscienziali (Mente, Spirito, Anima), e per ogni potenziale reciprocità tra esseri viventi. È letteralmente un oceano infinito d’inconcepibile bellezza, la stessa di Chi, per sempre, si sta rispecchiando in quest’unico istante dentro e intorno a noi.

Non solo, perciò, possiamo fare l’esperienza di rispettare le altrui volontà; abbiamo anche la libertà di disporre a piacimento dello Specchio”.

In risalto: Lo Schema generale della Psicologia Olografica


Video introduttivi sulla Psicologia Olografica

Prima puntata: le origini della Psicologia Olografica   Seconda puntata: l'elemento smarrito: la Coscienza   Terza puntata: la Coscienza fuori e dentro lo Specchio

Sono un eremita estroverso. Mi comporto quasi sempre da onda, quasi mai da particella. Amo il silenzio, permette di spaziare con i sensi sin quasi all'infinito. Gli ho dedicato un intero sito. Indago sulle grandi domande di sempre e ho delle risposte. Mie, organiche, discutibili come ogni altra. Metto a frutto i miei giorni per comprendere. E' un gioco di quelli 'bambini' che mi assorbe totalmente. Cerco sempre di condividerlo con chi sento sulla mia stessa lunghezza d'onda. Infatti, per illuminarmi la via, ho sempre usato tre lanterne: la bellezza, l'armonia, l'amore per la condivisione. Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, tra le altre cose, scrivo libri e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe... una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo... Di me parlo anche in questa pagina.