Emozioni in Facebook

Fino a oggi il sito del Progetto FIRE mostrava in prima pagina questo post di Facebook perché trasmetteva bene alcune emozioni. L’abbiamo spostato qui.

(24 luglio 2015, ore 2,40).
“Ancora non penso ai villaggi. Non perché non vorrei vederli realizzati… proprio stasera mi ha scritto una lettrice del mio primo romanzo nel quale, già nel ’93, illustravo lo stesso tipo di società che ho proposto nel Progetto.
Questa, però, a mio parere è l’ultima cosa da realizzare in ordine di tempo anche se è la prima a catturare la nostra immaginazione. Be’… come l’immagino io, l’avete letto nel programma.
Stasera vorrei invece fantasticare su quello che ritengo sia il vero nucleo del Progetto: le nostre vite di comuni mortali. Immagino tanta, tanta gente che, stimolata da un sorriso, da un comportamento spontaneo, da una t-shirt, da un plotone d’individui che marciano con il sorriso negli occhi, riapre il proprio cuore alla possibilità di uno sguardo più sincero o di una parola d’intesa.
E’ gente corrosa da decenni d’attesa, decenni dedicati supinamente – per il semplice, ineguagliabile amore dei propri figli – al protrarsi dell’esistere secondo regole che la ripugnano.
E’ gente che aspetta non sa più nemmeno cosa. Piange lacrime che gli scorrono nell’anima verso la voragine che si mangia ogni emozione buona mentre tenta di ricordare gli anni in cui si poteva girare in motorino col vento sul viso e ci si trovava intorno a un giradischi a fantasticare sul modo migliore di servire il futuro.
Il sistema appiattisce tutto. Appiattisce anche te… se non abbassi la testa, te la mozza.
Ecco, io penso a quelle teste chine che respirano con prudenza la poca aria concessa e temono di dover abbandonare i propri affetti se solo azzarderanno un movimento del capo.
Non so quante di loro tramino ancora vita sotto la penombra della propria maschera. Quello che so è che non voglio scoprirlo sul mio letto di morte. Voglio saperlo adesso perché mi sento vivo e so di poter fare la mia parte per me stesso, per i miei figli, per i miei fratelli e sorelle che non ho mai incontrato.
C’è una novità. Se ti sei sempre sentito così, sappi che il ‘Popolo dei silenziosi’ sta per rialzare la cresta.
Con gioia, dolcezza e un solo intento: costruire armonia“.

 

 

Francesco Pandolfi Balbi

Francesco Pandolfi Balbi

Sono un eremita estroverso. Mi comporto quasi sempre da onda, quasi mai da particella. Amo il silenzio, permette di spaziare con i sensi sin quasi all'infinito. Gli ho dedicato un intero sito. Indago sulle grandi domande di sempre e ho delle risposte. Mie, organiche, discutibili come ogni altra. Metto a frutto i miei giorni per comprendere. E' un gioco di quelli 'bambini' che mi assorbe totalmente. Cerco sempre di condividerlo con chi sento sulla mia stessa lunghezza d'onda. Infatti, per illuminarmi la via, ho sempre usato tre lanterne: la bellezza, l'armonia, l'amore per la condivisione. Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, tra le altre cose, scrivo libri e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe... una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo... Di me parlo anche in questa pagina.
Francesco Pandolfi Balbi

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