Nulla mai finisce. Sinossi

Nulla mai finisce - CopertinaLa sesta edizione integrale di Nulla mai finisce è disponibile presso MAGRAVS Italia.
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Sinossi

La storia narra una serie di eventi traumatici registrati nel futuro e inviati indietro nel tempo direttamente alla mente dell’autore. Lo scopo è fargli avvertire il mondo che, in ogni istante, ciascuno di noi può scegliere d’indirizzare il proprio corso degli eventi in modo migliore.

Il primo capitolo ritrae il terrore del presidente degli Stati Uniti nel momento in cui riceve, da una donna che rappresenta il vero potere occulto mondiale, l’ordine di avviare procedure che condurranno al disastro planetario.

Il vero protagonista del ‘mnemoracconto’, però, è Eban Light, proprietario di una tenuta nei dintorni di Assisi.
Una sera, a passeggio per le colline, gli capita di scorgere in cielo un satellite che sembra muoversi con traiettoria incerta. Questo evento apre il corso a molte riflessioni che lo conducono a vivere una forte esperienza emotiva, sino a giungere alla fusione con lo spirito del cosmo.
Il giorno seguente, utilizzando un aeromobile (il trasporto su ruota non esiste quasi più), si reca al lavoro sulla costa toscana. Facendo il bagno con uno dei suoi amici delfini, avverte in lui un’insolita consapevolezza. Si confronta con Nick, collega e intimo amico, sulla percezione da parte di entrambi di qualcosa di diverso nell’atteggiamento dei cetacei, con i quali entrambi hanno a che fare giornalmente.
Successivamente viene avvicinato da un uomo misterioso, che gli chiede se le sue preghiere e intenzioni, formulate durante la forte esperienza di fusione con il creato di qualche sera prima, siano per lui realmente importanti. Sorpreso che il tizio sia in possesso di un’informazione mai confidata ad alcuno, Eban lo segue in un bar dove viene a sapere di una misteriosa organizzazione che necessita delle sue rare quanto imprecisate abilità. L’uomo lo invita a sottoporsi a un processo che lo sottrarrà ai condizionamenti psichici dai quali l’ambiente è pervaso, rendendogli possibile la piena percezione della realtà.

Dopo il suo consenso, l’uomo lo guida nel retro del bar. Eban entra in una vecchia cabina della SIP, dove viene sopraffatto da una luce accecante.
Uscito dalla cabina, si rende subito conto che il mondo gli appare diverso, ma sarà quando tornerà in strada in compagnia del suo riscoperto angelo custode – una creatura eterea che vive da sempre seduta sulla sua spalla sinistra – che scoprirà con meraviglia di vivere in una dimensione inimmaginabile: tutti vivono accompagnati dal proprio angelo, ma anche immersi in un ectoplasma rossastro diffuso a livello planetario, capace di condizionare la psiche e le azioni del genere umano.

Mentre volano verso casa, l’angelo ed Eban eseguono una fusione mentale che dona a quest’ultimo la consapevolezza e i ricordi di intere generazioni di creature sparse per il cosmo: finalmente può vedere la ‘vera’ realtà in ogni sfumatura.
Sorvolando Assisi, l’uomo constata anche che, in tutta la zona, la rossastra nebbia ectoplasmatica lascia il posto a un’aura azzurro-argentea che percepisce come nettamente benigna.
Durante la notte, poi, l’angelo e Biagio, il cane di Eban, lo accompagnano a un misterioso incontro presso la cascata adiacente la tenuta. Eban si sconvolge scoprendo che i suoi nuovi interlocutori sono creature mai viste e, dopo la fuga iniziale, la sera successiva torna a incontrarle nello stesso luogo.
Questo evento costituisce l’inizio di un viaggio nelle viscere della terra. Lo strano gruppo giunge a un lago che ostacola il cammino, dove Caronte traghetta tutti fino alla sponda opposta. Caronte è il soprannome dell’anziano incaricato di sorvegliare l’accesso, trasportare gli avventori e individuare telepaticamente gli umani più virtuosi.
Il viaggio prosegue su un lunghissimo scivolo di ghiaccio, che conduce sino a un pozzo verticale che il gruppo inizia a discendere alla maniera degli alpinisti.

Nel bel mezzo dell’operazione, una scossa di terremoto fa sì che una delle creature resti gravemente ferita. Viene immediatamente curata con tecniche di guarigione quasi miracolose ed è proprio in quest’occasione che Biagio, il cane di Eban, rivela la propria vera identità trasformandosi nella sua forma naturale e presentandosi come Chiaraluna, l’essere che gli è sempre rimasto accanto indossando le vesti degli animali più fedeli della sua vita.
Segue una lunga chiacchierata su molti temi di natura metafisica e storica: Eban viene a conoscenza della natura amorevole di Lucifero; del fatto che la strana razza è nata e si è evoluta sulla Terra insieme all’Uomo; della genesi del ‘male‘, che sta per distruggere la Terra e ha avuto origine nella mente umana dall’errata interpretazione dell’amore luciferino e dalla conseguente appropriazione indebita da parte di pochi del suo potere.

Dopo l’addio dell’angelo, che lascia il testimone alla ritrovata Chiaraluna, il viaggio prosegue all’interno di un campo di forza ovoidale, che risale un gigantesco pozzo pieno d’acqua sino al più fantasmagorico dei paesaggi. Dopo lo sgomento iniziale, causato dalla visione di un cielo azzurro e di un minuscolo astro splendente all’interno di una caverna nascosta nelle viscere del Monte Subasio, e dalla presenza di una moltitudine di animali estinti da millenni e perfettamente senzienti, Eban e Chiaraluna esplorano le meraviglie dell’ambiente.

Stacco. E’ una mattina di qualche giorno dopo: sul litorale sud-occidentale dell’Isola d’Elba, Eban si sta preparando all’interno del proprio aeromobile. Lui e altri 20 umani, disseminati per il pianeta, tenteranno di dissolvere la marea ectoplasmatica. La battaglia, però, è persa in partenza e si procede con il piano B. Ormai scoperto, attaccato dalle forze psichiche del potere occulto, Eban si salva rifugiandosi in un sommergibile trainato dai suoi amici delfini, rivelatisi, come tutti gli altri animali, forme di vita pienamente consapevoli e provviste di poteri telepatici.

Il gruppo giunge per mare a Capri, dove Nick gli consegna un oggetto che ha un’importanza assoluta ai fini della preservazione della vita dall’imminente apocalisse nucleare. Ormai è evidente che, per qualche oscuro motivo, gli Stati Uniti vogliono il conflitto e l’annientamento totale. I nostri amici si affannano per portare la banca dati genetica miniaturizzata delle forme di vita animali – messa insieme dagli scienziati della caverna del Subasio – sino alla base del monte Ararat, in Armenia, dove la scambieranno con quella delle forme di vita vegetale ivi custodite riportandola indietro fino al Subasio e raddoppiando, così, le probabilità di conservare la biodiversità tramite l’uso del sarong, un macchinario capace di replicare la vita oltre che oggetti d’ogni tipo.
Scoperti e accerchiati, fuggono tra spari e bombe di profondità sino alla costa turca, dove salutano i delfini e proseguono il viaggio risalendo un fiume sotterraneo.

L’accoglienza del personale dell’Ararat è squisita, e la vista e gli aromi della caverna mozzano loro il fiato. Eban e Nick sostano qualche tempo in attesa che gli scienziati riescano a miniaturizzare la banca dati e ripartono alla volta del Subasio scoprendo che la guerra si fa d’ora in ora sempre più vicina.
All’altezza di Ponza, i delfini sono scossi dal massacro di cetacei che l’equipaggio di un peschereccio sta compiendo poco distante. Nonostante l’importanza della missione, il gruppo decide d’intervenire e cade in un’imboscata. Eban e Nick vengono catturati, derisi e pestati mentre la sorte dei delfini è sconosciuta. Eban ha un alterco con il capo del peschereccio, che getta in mare con sprezzo la banca dati vegetale camuffata da pacchetto di sigarette.
I due vengono condotti a terra e trasferiti in un cellulare della Polizia che, però, viene attaccato da un gruppo di animali che liberano i due amici.

La corsa contro il tempo si fa sempre più pressante. Il gruppo, uomini e animali, fugge sul cellulare alla volta del Subasio. Giunti a casa di Eban, scorgendo una miriade d’aeromobili parcheggiati sui campi, i due amici capiscono che la base del Subasio sta attuando efficacemente il piano della salvezza. Incalzati dalla radio, che annuncia l’avvenuto lancio di centinaia di testate nucleari americane, ripercorrono il tragitto sino alla caverna, che trovano pressoché vuota. Tutti gli animali sono già stati trasferiti, ma sono presenti migliaia delle persone più evolute del pianeta, richiamate telepaticamente per dare un futuro alla razza umana: stanno ricevendo generatori di campi di forza che permettono loro d’immergersi in sicurezza nel fiume che defluisce dalla caverna e conduce sino al mare.

Eban viene a sapere che i suoi amici delfini sono illesi. Hanno raccolto la banca dati gettata in mare durante l’imboscata, risalendo poi il fiume e portandola sino all’arca del Subasio. Gioioso per la riuscita della missione, Eban si rende però sempre più conto che la corsa contro il tempo si fa serratissima: le testate nucleari stanno per arrivare a destinazione e una è certamente riservata alla base del Subasio.
Eban rimane indietro. Per giunta il tempo è ormai scaduto. Tuffatosi nel fiume verso la salvezza, scorge sulla riva il cane che ha guidato il suo salvataggio dalla Polizia. Recuperatolo affannosamente, nonostante l’enorme rischio imminente, ricominciano insieme il viaggio, ma vengono colti quasi subito dalla deflagrazione. Il loro campo di forza è sparato come un proiettile attraverso il fiume sotterraneo sino al mare, dove Eban, una volta ripresosi dallo shock, assiste a uno spettacolo straordinario: delfini e altre creature mai viste stanno raccogliendo i campi di forza all’interno di immense reti e le trainano verso il fondale marino, mentre miliardi di angeli, ormai privi dei rispettivi compagni umani, si librano in cielo componendo un enorme vortice di luce.

Stacco. Descrizione della nuova dimora: una caverna sconfinata situata sotto il fondale marino che separa l’isola d’Elba dalla Corsica. Grazie alla tecnologia del sarong, vi trovano posto quasi tutte le forme di vita. Sta prendendo forma un ambiente ideale, provvisto non solo del necessario, ma anche di mille comodità.

Stacco. Sedici anni nel futuro. Karl, figlio di Eban, descrive la nuova esistenza: una meraviglia immune dall’influenza del male, che aveva organizzato il conflitto nell’illusione d’impossessarsi una volta per tutte del dominio assoluto su un pianeta distrutto. E’ andato invece incontro a un annientamento totale, messo in atto da miliardi d’animali che, svelando finalmente la propria vera natura, hanno utilizzato le ore antecedenti l’olocausto per fare piazza pulita dei cosiddetti ‘luciferi’.

In un ambiente terrestre rigenerato, la moglie di Eban parla di come il figlio abbia appena rivissuto il mnemoracconto delle avventure del padre e si appresti a portarlo al mastro telepate al fine di trasmetterlo nella coscienza di uno scrittore del passato, così da proporre al genere umano la scelta di una via più consapevole ed equilibrata che non necessiti di un trauma planetario così sconvolgente.

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Francesco Pandolfi Balbi

Francesco Pandolfi Balbi

Sono un eremita estroverso. Mi comporto quasi sempre da onda, quasi mai da particella. Amo il silenzio, permette di spaziare con i sensi sin quasi all'infinito. Gli ho dedicato un intero sito. Indago sulle grandi domande di sempre e ho delle risposte. Mie, organiche, discutibili come ogni altra. Metto a frutto i miei giorni per comprendere. E' un gioco di quelli 'bambini' che mi assorbe totalmente. Cerco sempre di condividerlo con chi sento sulla mia stessa lunghezza d'onda. Infatti, per illuminarmi la via, ho sempre usato tre lanterne: la bellezza, l'armonia, l'amore per la condivisione. Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, tra le altre cose, scrivo libri e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe... una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo... Di me parlo anche in questa pagina.
Francesco Pandolfi Balbi

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